I pescatori sportivi messinesi versano da tempo in uno stato di sconforto e rassegnazione, soprattutto dopo essersi visti “sbattuti fuori” dal porto di Messina, diventato ora una fortezza invalicabile, una sorta di gioiellino off limits per la Città dello Stretto accessibile solo dai turisti. Gli amanti di canna ed amo le hanno provate davvero tutte, organizzando dapprima cortei civili e pacifici, poi lettere, raccomandate, proposte articolate per tentare la mediazione con la Capitaneria di porto, ma i risultati sono stati sempre pessimi.
L'ultimo tentativo ufficiale è stato condotto dal consigliere comunale Peppe Chiarella accompagnato da Salvatore Filloramo in veste di rappresentanza, i quali hanno avuto un confronto con il comandante Nunzio Martello durante un appuntamento orientato su questa tematica spinosa.
I pescatori attendevano pazientemente, ma non vedendo alcun spiraglio di luce si sono nuovamente riuniti virtualmente sul sito www.pescareAmessina.com, dove è stata istituita la petizione "Aprire alla Pesca il porto di Messina" creata e scritta da Antonio Lantone.
I pescatori dilettanti sono consapevoli dell'importanza turistica del Porto di Messina soprattutto in questo periodo dell'anno visto la mole di traffico croceristico, ma le proposte non possono essere scartate a priori senza essere minimamente valutate.
“Il porto appare totalmente desolato di notte sino all'alba – spiegano - lo spazio è sufficientemente ampio per dedicare una banchina a “fasce d'orario”, dove i pescatori verrebbero registrati ed eventualmente richiamati in caso di irregolarità visto che esiste già un servizio di vigilanza h24. Si potrebbero istituire delle tessere nominali, polizze assicurative, di tutto e di più insomma, purchè il tutto sia in sintonia con le attività del porto.
Ricordiamo, inoltre, che nelle spiagge vige il divieto di pesca dalle 7 del mattino alle 7 di sera, ma gli arenili che vanno da Mare Grosso a Tremestieri non possono essere sfruttati al pieno delle loro potenzialità perché non sussistono affatto gli standard di sicurezza minimi, soprattutto di notte.
Forse, in tutto questo, gli amatori della pesca da riva si sentivano a loro agio nel Porto di Messina, a due passi dal centro storico, in una città di mare dove il mare è diventato un privilegio per pochi”.
Salvatore Filloramo








