Un'inaugurazione così, c'è da dirlo, non si era mai vista. Il "debutto" della Campionaria 2010, che si prevedeva simbolico, con il ritorno della parata d'apertura (non si faceva da prima del 1908), si trasforma in uno scontro "politico" en plein air.
Più volte si sfiora la "rissa" politica. Prima tra il presidente della Provincia Nanni Ricevuto ed il commissario della Fiera, Fabio D'Amore (difeso dai suoi "autonomistici rinforzi"), poi tra l'onnipresente nopontista Renato Accorinti ed il sottosegretario al Ministero dei Trasporti, l'autonomista (e propontista) Pippo Reina.
Davanti ad un pubblico a tratti persino imbarazzato, il commissario D'Amore presenta tra le polemiche la sua seconda campionaria, pensata sullo stesso modello di quella del 2009: mercatino, cultura, cibo e risate.
Una formula, questa, su cui il Presidente della Provincia si era espresso con parole dure (basti citare "Non vado ai mercatini arabi"), tanto da causare un incidente diplomatico che aveva scatenato le ire di D'Amore che aveva replicato accusando Ricevuto di non aver sborsato le somme dovute all'Ente Fiera.
"La Fiera di Messina - ha esordito D'Amore nel suo discorso inaugurale - è rimasta l'unica in Sicilia grazie al Presidente Lombardo che ha accordato fiducia alla mia promessa di risolvere i problemi dell'ente fino ad automantenersi grazie ad un processo di internazionalizzazione".
Poi, ha snocciolato numeri (412 aziende rappresentate e 270 opere esposte), fatti (debito saldato e rapporti migliorati con l'Autorità Portuale) ed obiettivi (200mila accessi nel corso della Campionaria).
Alla politica, soprattutto ai rappresentanti degli enti locali, D'Amore ha chiesto attenzione per l'esigenze della Fiera e della città, fondi regionali ed europei da intercettare, un cambio di location entro due anni e, condicio sine qua non, "che non mi si mettano i bastoni tra le ruote".
Non resta indifferente a questa "richiesta" Nanni Ricevuto che prende la parola dopo l'intervento pacifico e mediatore del sindaco Buzzanca, che si appella a tutte le Forze politiche per la conquista di un percorso comune e chiede lo stop al commissariamento dell'Ente Fiera.
"Sono stato perplesso, devo dire la verità, dopo le polemiche con il commissario D'Amore: vado o non vado in Fiera? Mi sono chiesto - esordisce Nanni Ricevuto dopo aver corretto, con sorriso bonario, la speaker che lo aveva chiamato "Giovanni" - Alla fine sono venuto. Perché? Perché sono messinese".
Poi le stoccate, un'escalation di bordate contro la Campionaria, il commissario D'Amore e molti altri argomenti che finiscono a tiro del Presidente.
"Questa non è una Fiera - afferma - meno che mai una Fiera internazionale. E questo non è un luogo da Fiera. Questo ente e questi eventi non possono continuare a sopravvivere così. O diventa volano di sviluppo turistico per tutto il territorio o è meglio che si chiuda. La Fiera, se vuole avere un ruolo vero a Messina, deve diventare una Spa che si sostenti grazie all'imprenditoria privata".
Poi tira fuori un foglietto dal taschino e, guardando D'Amore, recita quanto scritto tra le righe dello stralcio. E chiarisce: "Abbiamo pagato tutto alla Fiera di Messina. Fino al 2009 ho qui la prova che i mandati di pagamento sono stati effettuati".
E alla fine il colpo di grazia. "Non sborseremo più un euro per la Fiera e per gli altri enti finché saranno guidati da commissari. Ma c'è di più. Se a breve non saranno nominati i presidenti in seno a questi enti, saremo costretti a mettere a segno le procedure per uscire da questi organismi improduttivi e costosi".
Per un attimo la platea resta immobile, così come tutti i presenti al tavolo delle Autorità. A difendere D'Amore è l'assessore regionale alla Formazione Professionale, il messinese Mario Centorrino, in veste di rappresentante del Governo regionale ma sempre più "autonomista".
"A me la Fiera di oggi piace anche di più di quella di una volta - attacca - tutto questo amarcord sinceramente non lo capisco. Si sarebbe dovuto parlare di messinesità, di ciò che ci unisce, non fare polemica".
"A D'Amore - dice guardando Ricevuto che più volte tenta d'intervenire - dobbiamo ammetterlo tutti, si deve il salvataggio delle Fiera dai debiti e da una crisi che sembrava irreversibile. Lo testimonia anche l'Autorità Portuale, oggi finalmente in sinergia con l'Ente". Per lui inaspettati applausi dal pubblico, giunti soprattutto dalle prime file, "targate" in buona parte Mpa (ci sono l'assessore comunale Pinella Aliberti, l'assessore provinciale Daniela Bruno, ed alcuni consiglieri del partito autonomista).
Supera le polemiche e si gioca la carta "Ponte" il sottosegretario Reina, giunto in riva allo Stretto per il taglio del nastro della Campionaria 2010. "Questa città ha la fortuna di essere amministrata da una classe politica di primissimo rango - spiega Reina - bisogna però trovare un progetto comune per dare a questa terra ciò che realmente merita".
Reina presenta una città dello Stretto "grande protagonista del futuro", che merita più attenzione dal Governo perché, in futuro, e grazie al Ponte, arriverà ad occupare un posto centralissimo, non solo in Sicilia: "Messina deve tornare ad essere una guida e la sua grande Fiera ne deve essere lo specchio, l'immagine fedele".
Dalle file centrali della platea comincia, poi, a giungere un crescendo di protesta. A far sentire la propria voce è il nopontista Accorinti che chiede a Reina di impegnarsi per i finanziamenti pro-alluvionati. "Quello che doveva essere fatto - gli risponde il sottosegretario - è stato fatto. I fondi arriveranno ma laddove le case sono state realizzate nel rispetto della legge",
Una polemica, questa, che continua anche dopo l'arrivo della parata, la consegna del vessillo al commissario D'Amore e il taglio del nastro. Il nopontista insegue Reina fino a quando, dopo un breve tour della campionaria, a bordo dell'auto blu, abbandona la Fiera.
Attorno a loro, impegnati in un botta e risposta fatto di provocazioni e parole a mezza bocca, Forze dell'Ordine e Security. I toni sono accesi, ma tutto si chiude alla messinese. Tra l'eco sempre più debole delle polemiche e le facce sbigottite dei numerosi visitatori del primo giorno di Fiera.
A un'inaugurazione così, c'è di nuovo da dirlo, non avevano mai assistito.
Guido Luciani








