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Sicilia-Italia...e vissero felici e contenti. Ognuno a casa propria Sicilia-Italia...e vissero felici e contenti. Ognuno a casa propria

98cento.it - Quotidiano on line di Messina e Provincia

sabato
31 lug 2010
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Sicilia-Italia...e vissero felici e contenti. Ognuno a casa propria

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patrizia vita3"Non è tempo di polemiche". Una frase ricorrente, questa, che in questi giorni di tragedia è corsa di bocca in bocca tra i politici di ogni dove. Era in effetti opportuno, e opportunistico direi anche, che quel tempo arrivasse dopo, quando i numeri dei morti, dei dispersi, sarebbero stati definitivi. Dopo, quando le strategie di difesa di chi dovrà essere chiamato a rispondere di quei numeri sarebbero state predisposte, da cordata a cordata, da micro a macrogoverno. Perchè alla fine, sulla causa di 35 morti si possa dire,con ovvio tono contrito: "soltanto una tragica fatalità".

Detto questo occorre aggiungere che se esiste, tra tante inutili,  una figura istituzionale delegata a dare il via al tempo delle polemiche è utile darle altra delega, visto che le polemiche hanno imperversato sin dal primo giorno, senza il suo ok. Tra queste, in particolare, ho trovato fuori luogo e sterile più di ogni altra una, di cui anch'io mi vergogno perchè messinese. E' arrivata dalla Messina che avrebbe dovuto soltanto piangere i suoi morti e sperare nel salvataggio di chi ancora giaceva sotto cumuli di fango. Mi riferisco a quello sparuto gruppo di concittadini che ha perso tempo a gridare "Buffoni, assassini" , davanti alla prefettura, ad ogni politico che ne varcava l'ingresso. Uno spettacolo indecoroso, che se da un lato, puerilmente, sazia appetiti di rivolta, da un altro rivela l'incapacità vera di un popolo di avere compostezza almeno nel dolore. Rivela anche quanto difficile sia, per il messinese, ritrovare quella dignità di popolo tanto anelata e che, quasi per  differita, vuole conquistare solo attraverso l'azione di ch lo rappresenta.

Dobbiamo intervenire prima su noi stessi. Soltanto dopo un'attenta autocritica potremo urlare e insultare. Quello stesso giorno, tra gli urlatori, anche il comitato no ponte. Premesso che sono, e l'ho ampiamente dichiarato negli anni, contraria alla realizzazione del manufatto, ma manifestare anche in quella occasione, mischiare emergenze vere, tragicamente vissute, ad altre ancora in itinere, è stato davvero banale. Un dignitoso silenzio, nell'attesa di accertare malefatte, sarebbe stato adeguato alla drammaticità del momento. Le malefatte, poi, sono arrivate comunque, in barba a chi credeva che l'oltraggio  ne avrebbe impedito  nuove.

Come considerare altrimenti, infatti, il vergognoso voltafaccia del presidente della Regione. Lui che in conferenza stampa aveva dichiarato lo stanziamento immediato di 20 milioni di euro per la Messina disastrata, dopo soli 3 giorni corregge il tiro e dice che quei soldi sono destinati a sanare anche altre emergenze siciliane. E se arretra la Regione, perfettamente in linea, retrocede anche il Governo nazionale che dello stanziamento iniziale, vicino al miliardo di euro, annunciato da Berlusconi nel corso della conferenza stampa in prefettura, non parla più e ufficialmente stanzia 20 milioni di euro.

Sarà questo, dunque, per Messina, il vero motivo di indignazione: non avere il supporto economico, istituzionale, per ricostruire i paesi distrutti dall'alluvione. Mettiamole a tacere le polemiche legate all'Italia che ignora il dramma siciliano, che si scaglia contro una classe politica locale inefficiente (come darle torto?). Sopprimiamo quella permalosità tipica del siciliano e rimbocchiamoci le maniche per dare, a noi, quell'autonomia recitata dalla nostra Costituzione.

Infine, concedetemi di scadere anch'io nella polemica e permettetemi un passaggio ironico: per gli abitanti dello stivale proporrei, in sostituzione di un ponte che ne allevi il passaggio in terra sicula, una ferrea cancellata cui ogni "straniero" dovrebbe " bussare". Immaginate che bello poter dire: "Ci spiace: disastri,emergenze, ma anche petrolio,gas, energia elettrica, storia, cultura, sole e mare, sono "cosa nostra". Accomodatevi sulla punta."

Patrizia Vita
 
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