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31 lug 2010
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Home L'Editoriale Messina: la maldicenza corre sul web. Stop ai commenti

Messina: la maldicenza corre sul web. Stop ai commenti

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patrizia vita3Sono convinta che dare voce ai lettori sia una delle caratteristiche che attesta la credibilità di un giornale. Sono altrettanto convinta che l'opinione di chi scrive debba essere libera e assente da condizionamenti. Pertanto ritengo che nulla di quanto attiene l'altrui pensiero vada censurato purché rientri nei confini della correttezza. Purché non sfoci nelle offese, nelle superflue volgarità, che non fanno bene a nessuno: né ai destinatari, né a chi le proferisce.

 98cento ha, temporaneamente, sospeso i commenti ai propri articoli. E' stata una scelta non facile, forzata da una serie di commenti che hanno determinato lo stop a quella che doveva rappresentare la finestra tra la redazione e la città. Alcuni, talmente offensivi, hanno dato la misura di quanto ancora debba "crescere" il lettore messinese. Non sopprimiamo la libertà di opinione, la critica costruttiva, la voglia di dire nero al bianco, o viceversa. Arrestiamo certa inutile tendenza al disprezzo, al "cuttigghio", alla inefficacia degli intenti. E questo bene che vada.

Accade infatti che, ai commenti, qualcuno (rigorosamente anonimo) affidi pensieri da ..."aula giudiziaria". Si sfiora la querela con certe affermazioni e, a coloro che mostrano grande voglia di "stradire" e totale assenza di coraggio, sottraggo il "palco dell'offesa".

Nel timore che questa scelta possa essere fraintesa, vale a dire interpretata come antidemocratica,repressiva della libera espressione, sottolineo che su 98cento sono apparsi commenti negativi ad alcuni miei editoriali e ad articoli dei nostri redattori. Chi esprimeva quelle opinioni ( per quanto sempre ipodotato del coraggio di firmarsi) non era, comunque, offensivo. Cito soltanto alcuni dei nick che ricordo: Socrates, Clarenza ( dei quali, peraltro, conosco l'identità) per fornire un esempio della nostra correttezza. Questi commenti, per quanto critici nei nostri confronti, non erano volgari. Li abbiamo trasmessi senza alcuna censura, con la dignità professionale che deve contraddistinguere il buon giornalismo.

 Ma altri, tanti altri, nei quali non era neanche  la redazione ad essere chiamata in causa, ma i nostri amministratori, i nostri rappresentanti al Governo, per il ruolo che rivestono, o per il loro operato, se volete soggetti  sì a critiche, ma non ad insulti o illazioni sul loro privato, no.

 Sono questi i commenti che non abbiamo pubblicato. Sono questi ad aver determinato lo stand-by della sezione. LO abbiamo fatto per non incorrere nel rischio di essere giudicati  "complici del sistema" da chi, scrivendo le ignominie, non le ha viste trasmesse e ci ha accusato di non avere coraggio. Noi?!

Lo abbiamo fatto per non scadere nella squallida interpretazione dei...."Pilato" della situazione. Perderemo una buona fetta di lettori? Non importa: sono quelli per i quali la maldicenza è l'unica attrattiva locale. E per noi vale il detto: "pochi ma...buoni!"

 
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