di Patrizia Vita
Se esiste il Fantamorto (orripilante iniziativa su web in cui si scommette sulla morte imminente di personaggi noti) avrà ragione di esistere, a breve, anche il Fantalluvione, il Fantaterremoto. Il territorio italiano, infatti, la cui porzione più “promettente” è certamente sud e dintorni, in materia appare straordinariamente generoso nelle offerte sul mercato delle scommesse infauste, tanto da offrire un ulteriore strumento utile a calibrare intelletto, interessi e coscienze nazionali.
Se qualcuno ha pensato di stilare una graduatoria dei... ”prossimi a morire”, e qualche altro, nella speranza di vincere una gara del....., elenca ultrasettantenni, (ma sulla lista nera compare anche l’odiato di turno, anche se sotto i 40) che vede prossimi ad esalare l’ultimo respiro, c’è il serio rischio che presto o tardi, il demente dell’ultima ora ricordi che c’è una parte d’Italia in agonia, vicina a saltare il fosso.
Si chiama Messina, quella malata terminale, ha cancri che le hanno devastato le ossa, che l’hanno minata nelle fondamenta. Ha una spiccata predisposizione alla depressione. Ha un blocco cardiocircolatorio. Chirurghi eccellenti avrebbero trovato un rimedio: un bypass di acciaio, lungo chilometri 3 e metri 300, da piazzare alla malata nel suo “organo centrale”: quel pezzo di mare che la rappresenta nel mondo. Questi eccellenti clinici hanno puntato dritto al cuore. Hanno pensato di ignorare stato di salute di scheletro, reni, fegato e sopratutto cervello, e hanno stabilito data d’intervento e di dimissione. “La malata in coma si desterà, rimessa nuovo, il 1 gennaio 2017”- hanno detto gli esperti.
Già, ma in sette anni, mentre i medici studiano la cura, la malata è già bella e morta. Morta di un male del quale noi abitanti eravamo consapevoli vittime. Lo scrivono, sulle pagine web de L’Espresso, gli italiani, quelli veri, quelli che a pieno titolo possono definirsi tali perché bravi, buoni e belli. Scrivono “non venite a piangere solidarietà al nord. Frane, alluvioni ve le siete volute con i vostri illeciti ambientali”.
Già, hanno ragione, gli illeciti ambientali li abbiamo quasi allevati: 20, 30 anni di “occhi chiusi” sugli abusivismi edilizi ci rendono certamente complici. Ma da qui a dire che meritiamo anche terremoti ne corre. Quelli li manda qualcuno che, da lassù, ha equamente diviso: disastri e cervelli al sud, assenza degli uni e degli altri al nord.
Non è dunque improbabile, sulla scorta di quanto già si registra in termini di idiozia, follia di massa, che menti deviate, psicotici della scommessa, arrivino a redigere una graduatoria della calamità. Il “fantadisastro” ha dunque i suoi pionieri. Se vince chi ha “puntato” su Messina, vince facile. E sporco.








