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I Buoni e Cattivi della Settimana I Buoni e Cattivi della Settimana

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sabato
31 lug 2010
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I Buoni e Cattivi della Settimana

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I Buoni e Cattivi della settimanaBUONI

Emilio Fede

Il giornalista conduttore del tg di Retequattro è stato recentemente colto da amnesia. Il cronista barcellonese ha dimenticato le sue origini e la cittadina che gli ha dato i natali (e Barcellona qui sentitamente ma silenziosamente ringrazia). Cosa? Come hai detto? Io della provincia di Messina? Chi te l'ha detto? - Ha risposto quasi stizzito al conduttore (lui sì che questo ruolo lo merita) Piero Chiambretti che lo aveva annunciato nella sua trasmissione di Italia Uno - La correggo. Io sono di Arcore. E poi conferma che sarà sepolto lì, nella cappella della famiglia Berlusconi e non nella "sua" terra, perché la "sua" terra è stata, è e sarà solo Arcore. Bravo Emilio la provincia di Messina collettivamente nelle sue componenti vegetali, animali ed umane tira un sospirone di sollievo per essere stata finalmente autorizzata dal diretto interessato a liberarsi di sì scomoda maternità. Mai decisione fu più saggia che negare le origini messinesi. 
InFEDEle? Ar...Core non si comanda!

Raffaele Lombardo

Venerdì 12 febbraio, saletta nuova di zecca del Palacultura, ore 15 e 35, sale sul palco del "debutto in società" del Ponte il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. Inchinatevi che...s'inchina anche lui, nel senso che arriva a toccarsi il mento con le rotule il buon Raffaele inciampato su un insidioso scalino che, non visto, ordiva alle spalle dell'autonomia sicula e del suo leader incotrastato. Ma neppure i sabotaggi, nulla possono al cospetto del governatore Lombardo che, da cascatore professionista, evita di rovinare tragicamente in terra, risparmiandosi al contempo figuracce e lesioni a svariati organi, volgendo perfino l'episodio a suo vantaggio: "A volte sembra che cado, ma alla fine non cado mai". Eventuali temerari oppositori e/o altrettanto incoscienti candidati a sostituirlo alla prossima legislatura avvisati: lui non cade mai!
Ercolino sempre in piedi

Caterina Chinnici

L'assessore regionale tra gli "intoccabili" del Governo Lombardo questa volta ha preso la mira e fatto centro. Il magistrato prestato alla politica autonomista ha fatto approvare una legge che farà rigare dritti i dipendenti regionali trasformandoli in cyborg assetati di lavoro e giustizia. Da loro la Chinnici, una Brunetta made in Sicily, pretende che: sbrighino pratiche entro 30 giorni, non accettino regali da interessati (tranne quelli di modico valore e, forse, qualche cesta di Natale), rispondano a questionari sulla loro vita, le loro competenze i loro "rapporti" (non sessuali o almeno non ancora), e ruotino tra i settori cambiando uffici e colleghi.
Un voto da uno a dieci? "Chinnici"!

 
CATTIVI

Pietro Ciucci

L'Amministratore delegato della Stretto Spa è stato ospite al Palacultura per presentare la sua squadra (o circo) di costruttori, progettisti, monitori ambientali, sociali (usate qualunque aggettivo finisca in "ali", nel team di Ciucci non mancherà di certo), geni creativi e visionari di ponti sospesi (Sì, lo sappiamo che mancano i medium, i contatori di piume e gli allacciatori di scarpe, ma Ciucci si sta attrezzando). Durante il suo esercizio retorico, accopagnato da una modernissima presentazione in power point, Ciucci è stato aggredito verbalmente (da far tremare le vene ai polsi) dal nopontista Accorinti che gli ha chiesto di dimettersi se, entro il 2017, il Ponte non sarà fruibile. Ciucci, ammiratore dell'estetica (e a quanto pare della buona rasatura), ha risposto senza pensarci due volte: "Io mi dimetto, ma solo se tu ti tagli la barba. Facciamo così: io ci metto la faccia e tu la barba". Chissà se entrambi alla fine di tutto, per svolgere ambedue le operazioni, utilizzeranno un rasoio... Se non s'inaugura Accorinti si taglierà la barba ma lui si taglierà la faccia.
Il Barbiere di SiVilla... San Giovanni

Altero Matteoli

Di nome e di fatto il toscanaccio Altero non si smentisce e vien fuori dalla scomodissima parte del contestato con stile ineguagliabile, sportivo e di classe quasi anglosassone. Il contestatore di turno è il nopontista Renato Accorinti, espressosi con qualche riflessione urlata all'indirizzo dei vari relatori che si sono succeduti sul "pulpito" degli interventi. Matteoli, dopo aver affermato senza esitazione alcuna, sicuro quanto del fatto che la Maremma sia Maiala, che "Non si può essere contrari al Ponte se non in quanto mestieranti del No: con quelli non ci perdo tempo, tutti gli altri controllino pure quel che vogliono ma lascino decidere all'esecutivo", alle urla accorintiane replica con siffatto verbo: "Lasciatilo (il refuso non è di stampa, è il dialetto toscano che proprio non ce la fa ad abbandonare il nostro Ministro) stare! Siamo stati fin troppo democratici (davvero?), lasciate che il suo fegato continui a rovinarsi osservando queste immagini".
Al Terror

Enzo SindoniLo sfortunato sindaco di Capo d'Orlando ha vissuto l'imperdibile esperienza di essere battuto (che onore) dal Tar e nientemeno che da... Giuseppe Garibaldi (o meglio dalla sua stirpe). Il primo cittadino orlandino, noto alle cronache nazionali per aver distrutto una targa che dedicava una piazza all'eroe dei due Mondi, è stato beffato dal Tar di Catania, a cui si era rivolta la pronipote di Garibaldi, Anita. A lui il tribunale ha imposto che nel suo comune torni ad esistere la piazza Garibaldi. Ma oltre al danno, prevedibile la beffa: Sindoni dovrà risarcire alla "povera" erede del capo delle camicie rosse le spese legali. E gli è andata bene che il Tar non gli abbia imposto di passare almeno qualche ora al giorno in quella piazza.

Sindoni fu sconfitto, fu sconfitto per una piazza...

 
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