di Luigi Citriniti«Sono tornato da un viaggio in Scandinavia dove ho attraversato il ponte/galleria sull’Oresund che unisce la Svezia alla Danimarca (inaugurato nel 2000). Dodici chilometri. Meno di mezz’ora di percorrenza di cui meno di dieci minuti per attraversare lo stretto do Oresund, Come si fa ancora a pensare che un ponte sullo stretto di Messina sia un lusso e non una necessità? Consiglio i politici contrati a fare un viaggio sull’Oresund. Prima con il ponte/galleria e poi magari in traghetto, sempre che esistano ancora».
Questa lettera è stata pubblicata in settimana sul Corriere della Sera, rilanciando tra i lettori il dibattito sull’opera più discussa della storia dell’umanità (e discussa non solo perché controversa, ma soprattutto perché a prescindere dalle posizioni non se ne può davvero più solo a sentirne parlare). Non sappiamo da dove provenga il firmatario, se cioè sia messinese o semplicemente un italiano che aveva voglia di dare il suo contributo in questa orgia di proclamazioni, di sicuro però affascina il paragone che propone, ovvero: Stretto di Messina – stretto di Oresund. E dato che abbiamo avuto la fortuna di essere stati in zona proprio questa estate, buttiamoci con cognizione di causa in questa coraggiosa sfida di doppio: Messina/Reggio Calabria contro Copenhagen/Malmö.
Su popolazione e ampiezza del territorio vincono di netto gli scandinavi, ma sulla storia di popoli e tradizioni alle spalle, inutile pure discuterne: Messina e Reggio Calabria si impongono di netto su tutta linea con secoli e secoli in più sulle spalle. Riguardo al cibo, è proprio inutile che questi danesi la facciano lunga su quanto siano buoni i loro panini imbottiti (i famigerati "smørrebrød”, che solo a pronunciarli ti viene il mal di gola) in terra di Sicilia e Calabria si mangia meglio, con più varietà, e con meno soldi.
Si, è vero, a proposito del vile denaro, gira qualche soldo in più da quelle parti, ma che volete che sia il 9° posto al mondo di Copenaghen nella classifica delle città più ricche? I trasporti, poi: avranno pure quell’aeroporto così funzionale, premiato per quattro volte come il migliore della terra, ma volete mettere il brivido che lascia ai passeggeri quella curva finale prima di atterrate al Tito Minniti? E sulle aziende, poi, non abbiamo proprio nulla da invidiare. Loro metteranno pure in campo la sede regionale della Microsoft, ma che noia tutti quei marchingegni elettronici rispetto ai servizi eccellenti della Tourist-Caronte.
A proposito del trasporto via mare, dovere di cronaca ci impone di smentire il signore della lettera al Corriere della Sera. Il traghetto a Copenaghen , caro signore, esiste ancora nel capoluogo danese (quindi, come vede, continuano ad essere antiquati) e serve per gli spostamenti interni, per evitare cioè il gommato su strada, respirare aria più pulita e abbattere drasticamente il traffico. Aspetti che, come lei saprà a noi italiani e noi messinesi in particolare, non ci toccano affatto. Noi abbiamo il sole, noi abbiamo il mare, ma soprattutto non abbiamo in acqua quelle antiestetiche pale per l’energia eolica.
Insomma, contro danesi e svedesi vinciamo alla grande. E se per caso costruiremo il Ponte, sarà di sicuro più bello.




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