di Andrea Freni
Sarà capitato ad ognuno di noi di ricordare una persona per il proprio profumo o di ricostruire un particolare momento della nostra vita grazie alla percezione di un determinato odore…
Non ci si dovrebbe stupire più di tanto sul perchè ciò accada in quanto l'olfatto è un organo di senso di primaria importanza e non soltanto perché ci permette di “annusare” ma proprio perché ci da la possibilità di “associare” ad una fragranza o di generare da essa sensazioni, emozioni, suggestioni che diversamente rimarrebbero ingabbiati in una dimensione inconscia paragonabile ad una sorta di “raffreddore dell’anima”…
Passeggiare accanto ad un gelsomino senza poterne percepire il profumo equivale ad osservare un dipinto in cui colori sono sbiaditi e probabilmente è anche questo il motivo per cui il profumo non è soltanto un modo con cui ingentilire la propria presenza ma una vera rappresentazione di noi stessi oltreché una medicina per corpo ed anima.
La storia che lo caratterizza è vecchia quasi quanto il mondo, le sue origini, infatti, risalgono agli antichi faraoni egizi che erano soliti frizionare sui capelli e nelle parti intime un profumo di nome Kyphi per migliorare le loro vite amorose.
Lo storico greco Plutarco ne fornisce un ampia descrizione nella sua opera “Iside ed Osiride” sia quando ne riferisce le proprietà benefiche di “favorire il sonno, aiutare a fare dei bei sogni, rilassare, spazzare via le preoccupazioni quotidiane, dare un senso di pace" che quando ne indica in dettaglio i 16 ingredienti composti da miele, vino, uva passa, cipero, resina, mirra, legno di rosa, lentisco, bitume, giunco odoroso, pazienza, ginepro, cardamomo e calamo aromatico.
Il termine profumo deve la propria origine alla contrazione dell’espressione “per fumum” con la quale si descriveva la modalità di diffusione degli odori che, appunto, avveniva “attraverso il fumo”.
Tutto sommato non è che sia cambiato molto da allora, almeno in questo senso, perché anche oggi la percezione di una fragranza è legata alla diffusione aerea del profumo accentuata, a sua volta, dal quella straordinaria unicità con cui il proprio corpo ne interpreta la fragranza rendendola unica.
Sarà anche per questo che si pone particolare attenzione nella scelta della propria fragranza, perché quando non siamo noi a farlo è l’essenza a parlare per noi…
Sceglierne la profumazione può essere semplicissimo o difficilissimo; in linea di massima possiamo dire che le fragranze si suddividono in sette grandi classi:
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Agrumati: Caratterizzati dalla presenza di oli essenziali ricavati dalla buccia di agrumi quali mandarino, bergamotto, arancia, combinati con prodotti base di acqua d’arancia.
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Floreali: Le cui fragranze sono caratterizzate o da una singola nota fiorita o da un più complesso bouquet floreale con prevalenza di gelsomino, rosa, mughetto, violetta, tuberosa, narciso, ecc.
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Felci: Dal francese fougère, denominazione di fantasia che non ha nessuna correlazione con l’odore della felce in quanto si origina da un accordo ottenuto con note di lavanda, legni, muschio, cumarine, bergamotto, geranio, ecc.
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Muschiati: Dalle profumazioni generate da essenze di muschio di quercia, cisto- labdano, patchouly, bergamotto, ecc.
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Legnose: Che si riconoscono dalla presenza di note calde e preziose come il sandalo, il patchouly o a volte particolarmente secche come il cedro o il vetyver spesso anticipate dalla percezione iniziale di lavanda e agrumi.
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Ambrati: Tipiacemten riconoscibili per le fragranze dolci, cipriate, vanigliate, con presenza di cisto– labdano, profumi di origini animali marcati, ecc.
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Cuoiati: Spiccano per note piuttosto secche che hanno lo scopo di riprodurre l’odore tipico del cuoi invecchiato attraverso sentori di affumicato, legno bruciato, betulla, tabacco per poi sfociare in note di testa leggermente floreali.
Ferme restando le affinità nei confronti delle sostanze olfattive che si intende ritrovare nella propria fragranza, prima di scegliere un profumo è opportuno vaporizzarlo sui polsi (senza sfregarli) ed aspettare qualche minuto di modo tale che possa sfumare.
Un profumo, infatti, evolve secondo una precisa stttura piramidale che vede al proprio apice le cosidette note di testa, ossia, la prima impressione olfattiva di una composizione profumata composta principalmente da essenze leggere e volatili; seguono le note di cuore (Bouquet) che hanno lo scopo di proseguire il percorso inziato dalle note di testa caratterizzandole ulteriormente e sublimandole nelle note di fondo che intensificano il carattere di un profumo conferendogli la giusta tenuta.
Queste semplici descrizioni, che di certo non hanno l'esaustività della "Classification des Parfums et Terminologie" a cura del "Comité Francais du Parfum, Société Francaise Des Parfumeurs", dovrebbero agevolare quantomeno l'individuazione della famiglia cui dovrebbe appartenere il profumo ideale, anche se avverto come l'impressione che, spesso, non basti una vita per capire quale profumo sia adatto alla propria persona...
Probabilmente perchè altrettanto spesso l'impegno profuso nella ricerca del profumo da dare alla propria vita ed a se stessi si confonde con quella della persona giusta...




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