di Andrea Freni
L’ormai pessima abitudine di pensare che soltanto coloro che “varcano la soglia per comprare” meritano attenzione è a dir poco squalificante.
È ovvio che, affermando quanto sopra, non intendiamo difendere quei clienti il cui unico hobby è quello di far perdere tempo…Parliamo, piuttosto, di quelle persone che per raffinatezza, portamento e conoscenza dei tessuti e delle lavorazioni riescono a scegliere i propri indumenti senza necessariamente badare al marchio, alle pubblicità, ai testimonial, ecc.
Scegliere un abito non è un gesto meccanico; spesso la scelta è comandata più da istinto che da ragione.
L’ormai consolidata tendenza del promuovere soltanto ciò che le grandi case pubblicizzano, puntando su “capi sicuri da vendere” (molti dei quali durano meno di una stagione) ha generato una “moda da manichino”, ossia, limitata a soltanto quello che il negozio offre ed il manichino presenta.
Spesso chi chiede di più o semplicemente qualcosa di diverso viene volutamente ed astutamente declassato a “cliente perditempo” e quindi confinato.
Inutile precisare come questa pratica sia abominevole; non c’è niente di peggio di un negoziante che pur di non ammettere che può soddisfare la richiesta declina con scuse fantasiose.
L’eleganza non conosce né stagioni, né campionari, né collezioni, ne marchi esclusivisti.
Un buon negozio assicura sempre gli standard dell’eleganza, quindi meglio lasciar perdere coloro che praticano la filosofia del “propongo solo quello i rappresentanti mi vendono”.
Se il marketing più sofisticato rivolge la propria attenzione a determinati soggetti ritenuti in grado di influenzare le decisioni di acquisto di coloro che gli stanno attorno, non necessariamente per il benessere economico che li distingue, non si capisce perché tale forma di "intelligenza commerciale" non debba essere applicata da coloro che hanno interesse nel vendere e non nel censire gli acquirenti!
Un esempio su tutti di questa particolare pratica di attenzione agli “influencers” è rappresentato dal successo dei mocassini Tod’s, celebri anche perché notati ai piedi di personaggi del calibro di Michael Douglas e quindi elevati a vero e proprio cult.
In conclusione, bisognerebbe porre maggiore attenzione a chi varca la soglia di un negozio valutando non tanto se comprerà oppure no, quanto i motivi per cui l’acquisto non si sia perfezionato.
Anche se ciò dipendesse da un economia personale piuttosto magra non vuol dire che con la propria capacità di affabulare non possa influenzare positivamente le persone con cui viene in contatto procurando indirettamente nuovi clienti e generando nuove tendenze.
Di sicuro è molto meglio per tutti il non acquistare in assoluta tranquillità piuttosto che aver l'acquistato per insistenza del negoziante!




Rubriche 




