È stato consegnato pochi giorni fa tra i divani della hall dell’Hotel Europa un prezioso flauto argentato donato alla ventiduenne di Scaletta Santina Marchese da un generoso ingegnere nucleare torinese. Appassionato musicista, l’ingegnere Sergio Mannu era venuto a conoscenza, tramite un piccolo gruppo di messinesi, della storia di Santina, riportata anche su 98cento.
La giovane, in quella terribile notte dell’1 ottobre, mentre si premurava di dare sostegno e aiuto ai familiari, aveva smarrito lo strumento, con cui contribuiva anche all’animazione delle funzioni liturgiche. Se non ci fosse alle spalle una brutta tragedia, sembrerebbe una favola: la musica che sparisce e ritorna, come la vita, mentre la solidarietà sale e ridiscende lungo la Penisola. Il tutto è stato possibile con la mediazione del forum online Mac Oboe e di Gianni Cristiani di Torino che ha gratuitamente revisionato e inviato lo strumento.
Ed è stato commovente vedere Santina aprire il pacchetto, leggere la lettera di Sergio, e intonare una prima nota di speranza nell’orizzonte di desolata attesa che si respira ormai negli alberghi cittadini. È il momento delicato della ricostruzione, in cui le persone, come la famiglia di Santina, hanno bisogno di aiuti sempre più concreti per riprendere un’esistenza normale e dignitosa.
Questo dono venuto dal mondo dell’arte fa capire che la vita non è fatta soltanto di generi di prima necessità, certo indispensabili, ma evade le categorie dell’utile verso quelle del bello, coinvolgendo le passioni “vitali” che ogni essere umano ha il diritto/dovere di coltivare, che in certi casi diventano fonte di salvezza.
Come è stato per il padre di Santina, Aurelio, tecnico presso la ditta Siracusano, che grazie alla sua passione per la pesca si ritrovava in casa una lampada subacquea con cui, quella notte, su indicazione di Santina, si è immerso nel fango con un congiunto per salvare eroicamente una parente sommersa al piano di sotto.
Quella sera in casa Marchese si stava per celebrare un compleanno, per la prima volta dopo anni al primo piano dell’abitazione, invece che al piano terra. Fortunata coincidenza: dall’acqua sono stati invasi sia il piano inferiore che quello superiore ma non il primo piano dello stabile dov'erano tutti riuniti.
Nel misto di casualità e responsabilità che caratterizza queste sciagure, padre e figlia hanno avuto la capacità di unire tempestivamente tutte le loro arti, la perizia e l’ascolto, a quelle capacità intuitive fondamentali non solo nell’esercizio del proprio lavoro, ma ancor di più nell’emergenza. Come nella leggenda di Dina e Clarenza, che ebbero la prontezza di suonare le campane per destare la popolazione messinese assediata. «La bellezza salverà il mondo», scrisse Dostoevskij. Ed ora il flauto magico della solidarietà donato da Sergio a Santina vuole risvegliare ancora all’impegno di tutti verso chi vuole ricominciare a vivere una vita normale, reclamando sul serio i propri diritti, stretti per mano come in quei giorni, con la dignità e la semplicità dei grandi, e un amico in più di nome Sergio Mannu.
Gabriele Blundo Canto




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