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11 mar 2010
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iPad. Ultima frontiera

iPad. Ultima frontiera

di Fabrizio “Mr.cutting” Adamo

Rockstar, presidenti ed attori hanno una cosa in comune: quando salgono sul palco, l’attenzione è tutta per loro. Il pubblico, le telecamere e gli addetti ai lavori puntano lo sguardo sul protagonista indiscusso. Raramente nel mondo dell’informatica può succedere una cosa del genere, dato il poco appeal dei portavoce delle aziende, ed il contesto dove fiere e manifestazioni si consumano.

Steve Jobs, leader indiscusso di casa Apple è una eccezione. Porta avanti la bandiera con una consapevole arroganza: lui porta innovazione. Ma questo termine, in senso informatico potrebbe significare “nuovo modello”, o “ultima release”. No, quando lui sale sul palco, la gente sa che tirerà fuori dalla tasca qualcosa che va oltre la crisi: qualcosa di cool.

Anche questa volta, jeans e lupetto nero, barbetta e fisico da convalescente ospedaliero è salito in cattedra atteso dagli adepti della mela morsicata. Oddio, questa volta era un pò telefonata la cosa. Infatti da sei mesi o da sei anni se volete, si parlava in maniera veramente esasperante ed ossessiva di un fantomatico tablet di Apple. A che servisse o se fosse veramente in produzione lo sapeva solo Steve ed il suo cane che lo vedeva tornare tardi a casa la sera. Quasi quasi, potremmo pensare che in barba alle proclamazioni di casa Apple di non volersi mettere in concorrenza con il barbaro mondo dei netbook, l’abbiano messo in produzione perchè richiesto a furor di popolo.

Ma cos’è insomma st’iPad sbandierato il 27 di Gennaio da tutti i quotidiani online del mondo? Pochi lo sanno, visto che, presentato in un’oretta dal big boss, sarà disponibile da fine marzo, se i taiwanesi lo vorranno; ma così a prima occhiata chiunque direbbe che è un iPhone ipertricotico. E potrebbe anche andare bene così!

Quando iPhone fu presentato, fu sommerso dalle critiche più disparate: dalla mancanza della fotocamera frontale, passando per il bluetooth monco e finendo agli MMS ( che tutti noi utilizziamo allo sfinimento) implementati in tarda ora. Dopo due anni e mezzo il mondo della telefonia insegue iPhone scopiazzando interfaccia e modo di utilizzo, senza peraltro raggiungere risultati che possano quantomeno impensierirlo. Ma l’uovo di Colombo di Stewie non era il telefono, bensì le applicazioni.
Vedere il cinquantenne che entra da me con l’iPhone in mano perchè non sa come si compra l’applicativo del Grande Fratello, non ha prezzo.140.000 applicativi in due anni e mezzo è un numero mostruoso, se pensate che fanno anche un sacco di soldi.

Ecco, ora mettete tutta questa roba su un display da 10 pollici, metteteci iWork ( sarebbe Office di Apple, per i non praticanti), un client di posta elettronica, un browser internet ed una sim per navigare. Il 90% delle persone che stanno davanti ad un computer fanno questo: mandano mail, navigano su internet e forse scrivono una lettera. E farlo su quell’affare che ha tirato fuori Jobs dal giacchetto è veramente fico!

La base di installato di iPhone in questo paio d’anni ha portato con sè qualche importante sviluppo. Le case software fatte in un garage possono esistere di nuovo, perchè con un cervello e quattro mani pubblichi su AppStore la tua applicazioncina da .79 centesimi. Le grandi case software si buttano a capofitto sfruttando la chimera del videogioco: il digital delivery. IPhone è diventato il vero concorrente di Nintendo Ds e Sony PSP, ed ora con 10 pollici a disposizione mi viene solo da ridere.

Foto e video: era già sfizioso sul telefono, sull’iPad diventa produttivo. Passi il momento ludico, il tablet diventa uno strumento di comunicazione: presentazioni, demo da conferenze e fiere, strumento di confronto con partners commerciali di ogni giorno.

Il discorso editoriale per noi del bel paese è una bella gatta da pelare. Se in America, Amazon trema e rivede le politiche commerciali del suo Kindle, ormai vintage perchè banalmente monocromatico e monouso; in italy di libri elettronici avremo a malapena “La Divina Commedia” e “Le ricette di Nonna Pina”. Infatti zio Steve, avendo fatto a priori accordi con le maggiori case editrici del paese, ed essendo adesso in tour con iPad nel taschino per accaparrarsi versioni online personalizzate di quotidiani US blasonati, mette al sicuro l’utenza americana sui contenuti a disposizione. Noi se dobbiamo far fede sulla brillante idea di Repubblica su iPhone, che ha convertito l’applicazione (versione Bignami del quotidiano online) da gratuita a salato pagamento, di strada ne dobbiamo fare. E’ anche vero che l’AppStore in questo è molto democratico, e l’utenza premia l’applicazione che merita e si distingue nel mare di offerte.

Che dire, fine Marzo non è poi così lontana, e con un prezzo di lancio vicino ai 450 euro, lascia presagire vendite col botto, alla faccia di critici e detrattori che lo avranno sul tavolo, ci scommetto, il primo giorno. Così come scommetto che la corsa dei brand concorrenti è cominciata il giorno della presentazione di iPad. Il riferimento è stato presentato: via con l’attacco dei cloni.

 

 

 

 

Il Re è morto. Viva il Re.

Il Re è morto. Viva il Re.

 di Fabrizio “Mr.Cutting” Adamo. 

Amazon ha deciso: la carta è roba sorpassata.

Quante volte nei film ambientati in un futuro non troppo lontano, vedevamo il protagonista utilizzare un aggeggio non identificato nel quale sfogliava manoscritti digitalizzati. Questo prodotto prende forma dopo diversi tentativi poco riusciti, sia per un mercato ancora poco ricettivo nel dismettere un’abitudine troppo radicata, che per una tecnologia immatura in determinati contesti (leggi giornata di sole pieno).  In realtà dopo anni di palmari dalle dimensioni generose con caratteristiche convergenti dagli apparecchi elettronici più disparati, e quindi musica, video, internet in un palmo di mano; il libro digitale è una naturale evoluzione del telefonino che ormai tutti portiamo in un taschino.           

Un apparecchio che deve accompagnarci sempre per sostituire degnamente un libro ( o 1500 libri, come decanta lo slogan) deve avere due caratteristiche fondamentali: durata della batteria ed estrema leggibilità in qualunque contesto. Partendo dal presupposto che probabilmente non so che farmene di 1500 libri in tasca, perché probabilmente non leggo neache quell’uno ( ma questa è un’altra storia), diverse aziende stanno offrendo da questo natale la loro idea di libro elettronico. 


Amazon ha forse il brand più autorevole perché si fa forte di un archivio di materiale in formato digitale enorme, e ci propone un device dall’aspetto accattivante, molto sottile e fino a 9” di diagonale. La tastiera integrata attira anche gli scettici della digitazione elettronica, ed uno schermo nitido in toni di grigio ci rassicura nella lettura in ambiti molto estremi. Il supporto al formato PDF ci permette una totale compatibilità con contenuti digitali di ogni provenienza e la presenza di una connessione 3G trasforma il nostro Kindle in un quotidiano elettronico che ci permette di scaricare un nuovo libro direttamente online. C’è addirittura una funzione che legge il libro al posto nostro e noi ascoltiamo in cuffia: veramente zen.     

      

 

 

 

Anche Sony ovviamente dice la sua, e mette sul piatto tre distinti modelli di libro elettronico per tutti i palati nei quali spicca il Reader Daily Edition. La sostanza di fatto non cambia molto, ma permette un supporto maggiore ai formati elettronici più diffusi, quindi Word, Txt e Rtf diventano compatibili, e volendo si può anche ascoltare della musica. Il device al contrario del Kindle di Amazon è touch screen con la possibilità di intervenire sul formato di pagina in maniera interattiva. Così a pelle, mi piace di più.        

   

 

Aziende meno quotate ma innovative allo stesso modo propongono alternative interessanti: Polymer Vision presenta il Readius, eBook reader tascabilissimo con lo schermo ad estrazione da 5” che permette anche la lettura di eMail ed ascolto della musica.

Connettività 3G naturalmente.

 iRex, Ebookwise, iLiad sono altri prodotti nel mucchio. 

 

 

Anche Apple sembra stia per entrare nell’arena  ed aleggia nell’aria una data che è il 26 gennaio 2010,  dove si pensa sarà annunciato il fantomatico tablet tanto agognato dai fan della mela morsicata. Ovviamente le speculazioni si sprecano, ed oltre una prevedibile somiglianza ad un iPhone formato 10” campeggiano voci di possibilità di videoconferenza, interfaccia grafica rivoluzionaria ed una tecnologia ovviamente multi-touch.           

Oltre ad essere, al momento dei gadget molto affascinanti, la mia personale impressione è  che siano ancora dei prodotti destinati agli electronic addicted: poco per la massa, molto per i maniaci dell’elettronica a tutti i costi.

Vorrei però mostrarvi un video molto interessante prodotto da Time Inc, che propone una visione di come dovrebbero essere fruite le pubblicazioni su un tablet:

http://www.youtube.com/watch?v=ntyXvLnxyXk&feature=player_embedded

Guardate e meditate, e direi anche, aspettate il 26 di questo mese: non si sa mai Apple tira fuori una cosa del genere… 

L’iMac più veloce di sempre.

L’iMac più veloce di sempre.

di Fabrizio “Mr. Cutting” Adamo

La corsa al natale comincia due mesi prima. Lo sa bene Apple che affila le armi, lanciando sul mercato i nuovi iMac non rivoluzionando il prodotto, ma ridisegnandone parzialmente l’estetica e dando una spinta alle performance. Dopo anni di onorata carriera mette in pensione il modello da 20” e quello di punta da 24”, e li sostituisce con un 21,5” ed un enorme 27”. Il passo in avanti si vede appena si toglie la carta da imballaggio: scompare il retropannello in plastica nera e lascia spazio ad una scocca interamente in alluminio con una mela nera che si staglia sul posteriore. Leggermente più sottile dei predecessori trova spazio anche una porta per schede SD.
Adesso tastiera e mouse senza fili sono in dotazione in tutti i modelli portando una innovazione tutta da scoprire: il magic mouse. Il mighty mouse, il modello con la pallina grigia, croce e delizia dei mac users cede il passo ad un gioiellino di design ancora più schiacciato nella forma e con caratteristiche multitouch ereditate dal trackpad dei portatili di Apple.            Appena acceso, il 21,5” sorprende per la qualità del display, facendo dimenticare le opinioni contrastanti sul 20”, regalando una risoluzione di 1920x1080 punti, avvicinandosi a quello che era il precedente modello da 24”. Le specifiche sono quelle di un computer da combattimento, con un processore intel Core 2 Duo a 3,06 GHz, 4 GB di Ram espandibile a 16 ed un disco rigido da 500 GB. Il prezzo è l’unica cosa invariata, visto che l’iMac in versione entry level costa come il precedente, 1099€.            Le cose si fanno più interessanti con il modello più importante da 27”, visto che Apple decide di accontentare tutti ( o quasi), lasciando una versione a meno di 1500€ con caratteristiche da home entertainment, ma concede spazio ad un upgrade hardware in fase di configurazione che permette di ospitare un processore Intel i7 e una scheda grafica come la ATI Radeon 4850 con 512 MB di memoria, raggiungendo la potenza necessaria a gestire con scioltezza i più elaborati processi di calcolo richiesti dal più evoluto software di elaborazione tridimensionale, di editing video o ritocco fotografico. Non per ultima la possibilità di utilizzare il pannello come secondo monitor da sorgenti display port esterne, lo rende appetibile anche a chi già possiede un macBook Pro ed ha bisogno di una visualizzazione più estesa, visto che la risoluzione che il 27” raggiunge è di 2560 x 1440 punti.           

Tutti i modelli sono dotati di pannelli TFT con retroilluminazione a LED e possono raggiungere i 16 GB di memoria SDRAM. Le altre caratteristiche sono rimaste piacevolmente invariate: scheda per la connessione wireless integrata, bluetooth, webcam ed altoparlanti adesso potenziati sempre integrati; 4 porte USB ed una Firewire 800 per acquisizione da videocamera o per hard disk veloci; lettore e masterizzatore DVD dual layer.            Insomma ce n’è per tutti i gusti, dall’eccellente 21,5”, che ad un prezzo decisamente accessibile ci mette in condizioni di gestire con allegria tutto il nostro archivio multimediale, all’esagerato 27”, che con la potenza del Quad Core strizza l’occhio a professionisti e videogiocatori hardcore. Tutto questo accompagnati dal sistema operativo più sofisticato al mondo, ed una suite di programmi come iLife che non ha pari in immediatezza ed efficacia nella gestione delle vostre fotografie, filmati e musica.            Belli da vedere e da utilizzare, venite a provarli dal vivo da Cutting edge. Passare a Mac non è mai stato così facile!

Click Up farà tappa a Taormina!

Click Up farà tappa a Taormina!

Di Fabrizio "mr.Cutting" Adamo

Taormina, dal 24 al 26 ottobre prossimi, ospiterà il Click Up 2009, Foto Show itinerante dedicato alla fotografia professionale promosso da APIF - Associazione dei Produttori e Importatori di attrezzature Fotoprofessionali e organizzato da Foto-Notiziario Events, che dopo il successo della passata edizione bresciana, fa rotta per la Sicilia.

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Davide e Golia

Davide e Golia

Non c’è niente di più biblico di uno scontro all’ultimo sangue fra due colossi dell’informatica  che cercano di accaparrarsi fette di mercato. In realtà, uno ne possiede quasi il 90% e l’altro gratta l’8% con un ottimismo da fare invidia a Gianni dello spot di una nota catena di negozi.            

 

 

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